Uomo

By Pietropaolo Morrone on 7 settembre 2016 — 2 mins read

UN UOMO: L’uomo? Ma che razza di domanda è? L’uomo è l’essere superiore, sa piegare le leggi della natura ai suoi scopi. È il più intelligente. Il cervello umano è l’oggetto più complesso e meraviglioso dell’universo.

UNA QUAGLIA GIOVANE: L’uomo? Non parlarmene. È un animale che porta jella. Anzi, è l’unico animale che porta jella. Quando ne trovi uno qui nei paraggi, giù tra quegli alberi, tutto imbracato, c’è qualcuno dei miei fratelli muore stecchito, così… mentre vola gli viene un colpo e cade a terra… Almeno, poi, hanno la coscienza di raccogliere i cadaveri. Credo che li vadano a seppellire, no? Che altro ci dovrebbero fare?

UN CANE: L’uomo? È uno schiavo, mi dà da mangiare, da bere, raccoglie la mia merda. La imbusta e la mette in un mastello per conservarla. Che ci faranno, poi, con la mia merda? Una forma di collezionismo scatologico? Boh…

UNA SCIMMIA: L’uomo? Brutterello. Fa senso così spelacchiato… Sembra malato. Ha i peli solo in testa. La Natura, certe volte, è strana. Comunque, almeno fa prima a spidocchiarsi.

UN ALLIEVO ZEN: …

UNA QUAGLIA ANZIANA: Ebbene, mie care, sapete benissimo che noi siamo delle quaglie ma quello che ancora non sapete – eravate troppo piccine per parlarne – è che ci sono due specie di quaglie. Ora siete abbastanza grandine per parlarne. La prima è la specie delle quaglie crude, alla quale apparteniamo noi. La seconda si divide in una serie di sottospecie: quaglie alla cacciatora, quaglie al forno, ripiene, in padella, e poi ancora altre sottospecie minori. Sono anni che i nostri studiosi cercano di capire la relazione tra le due specie, l’istante, nella storia evolutiva, nel quale c’è stata la biforcazione che ha generato la seconda specie. I nostri studiosi si basano su poche osservazioni. Si sa che vivono con gli uomini. Una volta, una delle nostre quaglie anziane ha visto una quaglia alla cacciatora, specie assolutamente invidiabile. Nei pochi istanti che ha potuto osservarla nel suo habitat, dall’esterno di una finestra, ha notato che gli uomini la tengono in particolare riguardo. Se ne stavano, ciascuno, seduto in religioso silenzio a pregare davanti alla quaglia che, invece, se ne stava adagiata su un giaciglio bianco a dormicchiare. Evidentemente la venerano. Fortunate le quaglie alla cacciatora…

IL MAESTRO ZEN: “Stare in silenzio per farsi credere saggio è spregevole. Meglio essere ubriaco e cantare bevendo sakè”. Secondo Alejandro Jodorowsky, in “Il maestro e le maghe”, lo disse un grande poeta dell’antico Giappone, senza specificare il nome. Si sa, Jodorowsky è un cazzaro, ma la frase è bella.

UN BATTERIO: L’uomo? È la nostra casa, la stessa casa in cui sono vissuti i miei antenati e vivranno i miei figli. Vogliamo che duri in eterno. Preserveremo il nostro habitat! Viva la nostra casa!

DIZIONARIO (DEVOTO-OLI): “uomo ‹uòmo› (arc. o pop. omo) s.m. (pl. uòmini; arc. o pop. òmini, òmeni) L’individuo di sesso maschile della specie umana: Dio creò la donna da una costola dell’u.; gli uomini… che mascalzoni!”.

Posted in: Dementia

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e per finire…

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