Topi

By Pietropaolo Morrone on 19 agosto 2016 — 2 mins read

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Twin rats – Chinese horoscope series, scultura di Ellen Jewett

Non avevo mai visto il macellaio fuori dal negozio. Non l’avevo mai visto neanche entrare o uscire dalla macelleria. Se ne sta sempre chiuso, dalle sei di mattina alla sera, a tranciare ossa e carne con la mannaia, a macinare, ad affilare i suoi coltellacci, ad affettare i migliori tagli di maiale o di vacca locale, a regalare le frattaglie a proprietari di cani. Eppure, quel giorno se ne stava fuori. Non che avesse fatto molta strada, se ne stava sul marciapiede davanti al portone. Con una scopa dava delle mazzate a un topo di fogna e contemporaneamente cercava di spingerlo verso la strada. Le mazzate erano incerte, — se la cavava molto meglio con la mannaia, o comunque con animali già stecchiti —, ma avevano avuto un certo effetto: il topo si dimenava su un fianco, sull’asfalto, poco oltre al marciapiede. La bestia era nera e brutta come tutti i topi di città. Fosse stato uno di quei piccoli topi di campagna, che somigliano a dei criceti, con quel dolce musetto, probabilmente non lo avrebbe accoppato in quel modo ma lo avrebbe solo scacciato. Essere brutti, certe volte, può essere fatale. Due signore erano appena uscite dal fruttivendolo di fronte e si erano sistemate sul ciglio del marciapiede, dalla parte opposta della strada, a guardare il duello impari. Biascicavano qualcosa. Diverse altre persone, nel frattempo, si erano lasciate attirare dalla scenetta. Le mazzate, intanto, erano finite. Ora il macellaio spingeva il topo, ancora vivo, con la scopa verso il centro della strada, lasciando l’altra metà del lavoro alle automobili che sarebbero passate. Si asciugava la fronte e ritornava nel negozio. Gli spettatori erano ormai una decina, divisi tra i due lati del marciapiede.
Passa la prima macchina. Niente. L’espressione degli spettatori va dal perplesso allo schifato. Il topo continua ad agonizzare. Accorre il gruppetto di pensionati che passa la giornata a osservare i lavori pubblici a un isolato di distanza. Passano un altro paio di macchine ma niente. Il topo agonizzante si ritrova sempre tra le ruote. Decido di non guardare più il topo. È più interessante osservare quella gente. Non si accorgono che li guardo. Mi regalano delle espressioni di ruspante e mediocre curiosità. È uno spettacolo gratuito. Alla gente piace osservare la sofferenza. Se ne nutrono. Ci deve essere qualche organo interno, nascosto nella nostra carcassa, che vibra per simpatia sulle note del male. Forse pensano che se qualcun altro si becca una fetta di sofferenza, ne resta di meno per loro. Continuo ad osservarli. Indovino dalle loro facce accartocciate la sorte del topo. Tutti si ricompongono e continuano quello che stavano facendo.
Quel giorno ho saltato il pranzo.

Posted in: Anti-Diario

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  • Ciao Paolopietro, bentornato dall’estate…(per me già è finita).
    Comincio dalla foto.
    Sarà che il topo è anche il mio animale astrologico, secondo l’oroscopo cinese, e la scultura me li presenta proprio così, morti stecchiti…
    Mi è rimasta addosso un po’ d’ansia, schiacciata come il topo \0/

      • Dal web un pot-pourri sul segno:
        I nati del Topo sono provvisti di grande carisma, che favorisce e facilita i loro legami di amicizia sincera e profonda. Sono pazienti, dotati di grande energia e voglia di fare, determinati e sicuri di sé, coraggiosi nell’affrontare anche le prove più dure. Non temono la fatica e sono pronti a sacrificare tempo e forze pur di raggiungere i traguardi che si sono prefissati. Sono anche allegri e chiacchieroni. Ciò da cui più devono guardarsi è l’arroganza, il credersi superiore agli altri senza dar loro la possibilità di esprimersi.
        … insomma un quadretto che può andar bene all’incirca per un milione di persone persone mentre ognuno di noi è un monopolio naturale…
        Provo a indovinare, tu potresti essere del Drago?!

    • Ciao, i segni si succedono ogni 12 mesi lunari, sulla base della data della prima luna nuova di gennaio (che può variare in un periodo compreso tra il 21 gennaio e il 19 febbraio di ogni anno) fino al successivo solstizio d’inverno e oltre – in realtà si ritorna a gennaio dell’anno successivo…in parole povere, occorre l’anno di nascita e solo se sei nato tra gennaio e febbraio il giorno, perché può cambiare l’animale “reggitore” ma tu sei nato a settembre e quindi nessun problema.
      Per il calcolo preciso guarda questo link 🙂
      http:www.oracoloching.com/astrologia-cinese/calcolo-segno-cinese/segno-cinese.html

        • Drago di Fuoco, probabilmente ascendente Leone in versione occidentale e qui mi fermo.
          Non sono una maga (però ieri, appoggiandomi a una moto, si sono riaccese le “frecce” che erano guaste da tempo, che coincidenza ;-)) ma intuitiva quel che basta e aiutata dalle tue note e quelle di Padre Google!
          Grazie di aver giocato con me… se poi dal gioco si conosce qualcosa in più è tutto di guadagnato.
          P.s. Ancora non ho letto il tuo libro ma intanto mi sono goduta il quadretto della trentasettante sorellazza. Mitico!

e per finire…

Il difficile non è scrivere, ma riscrivere, smembrare, sbudellare un testo e rimetterlo insieme in modo che diventi più vivo di prima. Se hai qualcosa da dirmi contattami via email. © PIETROPAOLO MORRONE — tutti i diritti riservati