Senti, ma tu sei uno scrittore?

By Pietropaolo Morrone on 10 febbraio 2017 — 1 min read

Qual è la definizione di scrittore?

Secondo il Devoto-Oli è “chi si dedica all’attività letteraria in quanto mosso da un intendimento d’arte”. Che tenerezza!, anche se scrivi delle porcherie, ma sei sinceramente cullato dall’alito delle Muse, allora sei uno scrittore. Se, invece, scrittore è da considerarsi un professionista (come un ingegnere, un medico o un avvocato) significa che deve guadagnare col suo lavoro, scrivendo appunto. Visto che il Gruppo l’Espresso mi ha accreditato 17 centesimi di euro per il mio libro “Chiusi forzatamente in un cesso”, questo farebbe di me uno scrittore secondo questa definizione ma anche secondo la prima definizione, perché sono certamente mosso da intendimento d’arte.

O forse, come mi ha suggerito un amico, uno scrittore è una persona capace con le sue opere di cambiare la vita delle persone, o più precisamente dei lettori, o perlomeno di qualcuno di questi. Beh, secondo questa definizione, io non mi sentirei di essere definito uno scrittore ma potrebbe esserlo benissimo chiunque mi firmasse un assegno da 100.000 € e me lo regalasse. Sarebbe uno scrittore straordinario: con un autografo e pochi scarabocchi mi darebbe più emozioni di quelle che mi hanno dato Proust, Balzac, Moresco, Mann, Calvino, Parente messi insieme.

P.S. Per uscire da questa impasse mi armo del rasoio di Ockham per segare definitivamente la definizione di scrittore che genera fin troppe complicazioni. In fondo, lo scrittore non è un cazzo, quello che conta è l’opera. Non esistono i geni, ma le opere geniali, non curiamoci degli scrittori ma dei libri.

Sto delirando, ma questo è normale.

Pietropaolo Morrone

Posted in: Anti-Diario, Cultura

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e per finire…

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