Poeti in gara (1989) – Edoardo Sanguineti vs Maurizio Cucchi

By Pietropaolo Morrone on 7 gennaio 2018 — 2 mins read

Era il 1989 e RAI 1 mandava in onda Poeti in gara, una trasmissione ideata da Giorgio Weiss. Si trattava di una sfida a eliminazione diretta fra alcuni tra i maggiori poeti italiani, che dovevano leggere una poesia ciascuno.Il pubblico, da casa, doveva votare il vincitore del turno, esprimendo la preferenza attraverso l’invio di una cartolina postale!

Voglio riproporre le sfide in questo blog!
Potrete vedere il video originale della tenzone poetica, leggere le poesie e votare. Non preoccupatevi, non dovrete inviare nessuna cartolina!, ma basterà scegliere la poesia preferita, e quindi il poeta scelto, cliccando sul form in fondo al post. Buon divertimento.

In questa prima puntata si sfidano Edoardo Sanguineti e Maurizio Cucchi.

Nota sulla poesia di Sanguineti: come potete vedere nel video, il grande Edoardo anticipa che sono presenti, nella sua poesia, alcune semplici parole tedesche che non è necessario commentare. Meglio anticipare che le parole tedesche usate sono Du (tu), Dein (tuo), für uns (per noi). Per capire al meglio la poesia, ricordo che in tedesco molte parole, tra cui i sostantivi, vengono scritte con la lettera maiuscola.

Devo dire che le letture non sono il massimo, perciò riporto il testo in modo che possiate leggerle con la calma necessaria.

Vi invito a indicare il vostro giudizio, oltre al voto. Potete commentare in fondo all’articolo.

Prima di votare vi consiglio di leggere le poesie, non si può dire che siano state delle letture formidabili:

Clicca sul poeta che hai preferito

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Non saprei scriverla più, per te, una lettera infinita, sopra fogli di scuola
con rigatura regolare, con fregi a matita rossa e blu, con festoni
di cuori e fiori, piena di D maiuscole (per Du, per Dein), di
für uns sottolineati con forza:
(una lettera come quella che spiavamo
l’altro giorno, in mano a due civili fanciulletti, al piano superiore
di un Bus 94):
nemmeno se tu fossi quella minuscola pseudo-
hawaiana berlinese senza seno, senza reggiseno, che si esibiva incautamente
per noi: (per noi, seduti a succhiarci una coppa alla banana, sotto
una bandierina con la scritta “EIS”, da un gelataio galante che sembra
un macellaio):
nemmeno se io fossi quell’osceno fauno di mezza
età che io sono davvero, ormai:
guardami in faccia, almeno
quando mi tagli i capelli sul balcone, che sto lì a torso nudo, nel vivo
sole di mezzogiorno, nel vento:
mi sognavo simile a un Hoffmann
in delirio: e sono quasi il sosia di un mediocre comico inglese:

Edoardo Sanguineti, dalla raccolta “Reisbilder” (immagini di viaggio), 1971

Il mio risveglio è stato nel tuo nome
sussurrato e un saluto un bianco sogno
Agnese che ritorni ombra che passi figuretta
bianca sottile che non mi ami.
Io ti seguo con l’occhio e con la penna
mentre scivoli e c’è la guerra
in Santa Maria Fulcorina. Sono poco
un adolescente un angelo una fantasia
sono un signore che ti pensa e inventa
mite e vile affettuoso e coltivo
la mia mania.

Maurizio Cucchi, da Donna del gioco (Mondadori, 1987)

Nota. Il ritratto di Cucchi è firmato da Giancarlo Zucconelli

Posted in: poesia, SONDAGGI

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  • Ho letto un po’ di più Sanguineti rispetto a Cucchi eppure la sua lirica tra presente e passato non mi ha emozionato.
    L’altro poeta ha saputo meglio inventare la nostalgia e la smania di un amore che si vede e scompare.

e per finire…

Il difficile non è scrivere, ma riscrivere, smembrare, sbudellare un testo e rimetterlo insieme in modo che diventi più vivo di prima. Se hai qualcosa da dirmi contattami via email. © PIETROPAOLO MORRONE — tutti i diritti riservati