Oggi ho abbandonato il mio cane

By Pietropaolo Morrone on 1 luglio 2016 — 4 mins read

Oggi ho abbandonato il mio cane. Mi sono fermato a una piazzola di sosta, in autostrada, sono sceso e l’ho lasciato con un pacco di croccantini, credo che ci fossero rimasti almeno cinque chili. Ho fatto il salumiere e non ho bisogno della bilancia per pesare le cose. Gli prendevo sempre i migliori croccantini, Royal Canin, mica roba da supermercato. Tanto, che dovevo farci? Una volta ne ho assaggiato uno, faceva schifo, era come masticare un pezzo di carbone bruciato. Per questo, forse, lui non ne mangiava mai. Se non glieli insaporivo con residui di pasta o di carne, non ci pensava minimamente a mangiarli.

Perché l’ho abbandonato? È semplice, mi sono reso conto che non sapeva fare un cazzo. In due anni non è riuscito a dire una sola parola, niente, nonostante io abbia investito ore e ore in lezioni quotidiane per portarlo almeno a un livello A1 di italiano. Gli ho comprato pure il libro con gli esercizi, ma niente, dico niente. Reagiva solo quando sentiva la parola “mangiare”, per il resto l’elettrocardiogramma era piatto. Forse era un po’ deficiente dalla nascita, magari sarà stato figlio di cugini. I cani mica ci badano all’albero genealogico. E poi c’è un altro motivo: non è mai riuscito a imparare a fare le quattro operazioni. Neanche per il piffero le ha imparate. Gli ho trovato pure un insegnante privato. Ho messo un annuncio su internet:

cercasi docente preparato per insegnare a far di conto a cane molto intelligente. Paga buona”.

Si è presentato una mulatto, brutto come i debiti della Grecia. Ha detto che era un insegnante elementare nel suo paese e che qui faceva il manovale. Mi ha fatto vedere il certificato di laurea. Non ci ho capito un’acca, perché era scritto in caratteri che non avevo mai visto, boh, ma mi sono fidato. E così ha iniziato a fare lezione al mio cane. Ogni settimana chiedevo a quel mulatto se il mio Fido aveva fatto progressi e lui mi diceva sempre che aveva bisogno di tempo, che era un cane molto intelligente ma che c’era bisogno di un lungo lavoro. Mica un cane può imparare a fare di conto dall’oggi al domani, così diceva. Mi sembrava ragionevole, mica sono uno a cui una cosa gliela devi spiegare cinquanta volte, e così abbiamo continuato per qualche mese ancora. A un certo punto mi sono rotto i coglioni. Dopo mesi e mesi di studio non era riuscito a raggiungere né un livello A1 in italiano, né era riuscito a fare una somma, non dico 12322.44 + 23344.34, ma neanche uno più uno. Quando gli mettevo davanti il foglio con gli esercizi, lo annusava e se ne andava. Una cosa vergognosa.
Mah, chi mi renderà la benzina che ci è voluta per venire fino a qui? Sono dodici chilometri e centoventotto metri giusti da casa mia. Quasi un litro di benzina con la mia carretta. E non è finita qua, devo fare almeno altrettanti chilometri più in là. Ho il mulatto nel portabagagli, legato come un capicollo. Lo lascerò così. È giusto, chi gliel’ha data la laurea a quel deficiente?, ammesso che quel pezzo di carta che mi ha mostrato sia autentico. Mah, che mondo di merda.

 

Post-considerazioni politicamente scorrette da leggere solo se non si ha altro da fare

Se trovi assurda la logica di questo improbabile personaggio, dovresti trovare assurde parecchie cose che trovi normali. E le trovi normali solo perché le assurdità, se le ripeti abbastanza spesso, diventano “buone e giuste”. Tanto per restare in tema “canino”, considera l’azione di spendere 1000€ per un cane di razza, che ha un corredo genetico debole come un filo di Scozia mentre ci sono tanti cani “A GRATIS” nei canili e anche per strada, più intelligenti e meglio attrezzati geneticamente, solo più brutti secondo standard estetici discutibili. Perché, caro mio, non sei un altruista se compri un cane di razza, sei solo un egoista che deve fare vedere com’è bello e puro il tuo cane quando lo porti in centro città tra i negozi in. Ma la merda che raccogli, sempre se la raccogli, è uguale a quella di un cane bastardo.Se, poi, usciamo dalla sfera “canina”, le assurdità diventano tali che quella del cane di razza viene oscurata. Pensa alla follia di comprare acqua minerale, ad esempio Uliveto (che viene da Pisa), in Calabria e acqua Fontenoce, (che viene dalla Calabria), a Pisa; il discorso si può, naturalmente, generalizzare; poi, considera che c’è gente che spende cinquanta euro in cibo spazzatura e Coca Cola, smartphone di grido, e poi risparmia a tutti i costi venti centesimi sulla frutta e verdura rinunciando a quella buona per quella dei discount, facendosi venire un bel cancro. E mi fermo qui perché mi sono rotto le palle, non perché manchino gli esempi. E ora ti saluto. Cia’.

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Acqua a km zero

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