L’investitore

By Pietropaolo Morrone on 4 febbraio 2018 — 3 mins read

È andando in giro per cliniche e ospedali che mi è venuta l’idea. Mi si stava atrofizzando il cervello a forza di fare quel lavoro di merda, e oggi sono diventato ricco.
Ospedali e cliniche non erano gli ambienti migliori da frequentare giorno per giorno. Anzi, erano i peggiori. Ma dovevo pur lavorare. Col diploma di ragioniere non sono mai riuscito a combinare molto, e quindi mi sono dovuto accontentare. Che potevo fare? Ma per fortuna la volontà non mi manca. Certo, pure fare l’aiuto becchino sarebbe stato meglio, ché almeno i morti non si lamentano e non li devi accudire. Ma dovevo pur campare. Non c’è un nome per quel lavoro di merda che facevo. Forse perché c’è poca gente che lo fa e non è utile inventare un nome quando si tratta di poche persone. Ogni volta che qualcuno mi chiedeva che facevo per vivere, mi giravano i coglioni. Non è come dire Idraulico, oppure Impiegato al comune. Portare televisioni e sedie sdraio e, all’occorrenza, fare da badante di notte a chi ne aveva bisogno in quei posti di merda non ha un nome specifico. Con un investimento iniziale di due televisioni comprate du ebay e un paio di sdraio prese da un vucumprà, ho cominciato. Oltre, ovviamente a qualche amicizia all’ospedale che mi ha permesso di attaccare un po’ di biglietti da visita per i reparti. Un investimento in pubblicità ci vuole sempre quando si apre una nuova attività. Comunque, era un lavoro onesto e dignitoso, ché i malati passano meglio il tempo davanti a una televisione e i parenti che li guardano notte e giorno dormono meglio su una sdraio. Questo lavoro va bene soprattutto nei reparti di ortopedia e cardiologia e nelle cliniche per la riabilitazione. Poi, la svolta.

Un giorno mi è capitato di leggere un trafiletto su internet, in una delle interminabili notti. Danno da Perdita del rapporto Parentale: metodo di calcolo eccetera eccetera. Era scritto tutto in avvocatesco stretto ma con tutto il tempo che avevo in quella galera ospedaliera sono riuscito a capirci qualcosa. In pratica, si tratta del risarcimento che i parenti di uno morto ammazzato possono chiedere. E poi l’articolo continuava. I criteri sono suddivisi in: rapporto parentale, età della vittima, età del congiunto, composizione nucleo familiare. E poi c’era scritto, riguardo all’età della vittima, che tanto più piccolo è il danno quanto più grande è l’età della vittima al momento dell’accaduto, nella triste considerazione del progressivo avvicinarsi al naturale termine del ciclo della vita. In pratica, quanto più il morto ammazzato è vicino all’età media, minore è il risarcimento. Ebbene, l’età media che si trova indicata a chiare lettere nelle tabelle per la liquidazione del danno è di 80 anni.
Ragioniamo… se malauguratamente (si fa per dire) un soggetto di ottant’anni giusti giusti venisse, per esempio, investito, il risarcimento da dargli sarebbe zero. Continuano a ragionare, ché io sono ragioniere e col ragionamento vado liscio come l’olio, se si investisse un vecchio che ha superato l’età di 80 anni, non ci sarebbe un risarcimento da dare al morto, per le ragioni viste, o a chi per lui, ma anzi si avrebbe diritto a un rimborso direttamente proporzionale alla vecchiaia del soggetto, con beneficio per la comunità, risparmio di pensioni, eccetera eccetera. L’unica accortezza da tenere a mente, e me lo ha confermato l’avvocato che ora mi fa da consulente, è che bisogna trovare vecchi con parenti più alla lontana possibile, perché più la parentela è stretta, maggiore è il risarcimento. È il vecchio principio del bilancio ricavi/spese: il risarcimento danni, cioè l’uscita, deve essere inferiore al rimborso che mi dà lo Stato per aver eliminato un vecchio, che poi per lo Stato equivale a una pensione, una voce nel libro delle spese. Ad ogni modo, questo non è poi un grosso inconveniente, con un poco di lavoro di ricerca, pedinamenti e via dicendo, si risolve tutto. Ecco, questo è il mio lavoro. Investo vecchi. Anche in questo caso non ha un nome ma è tutta un’altra cosa. Come si potrebbe chiamare? Caccia-vecchi?, il bounty-killer dei vecchi?, non saprei. Quando mi sono iscritto alla Camera di Commercio ho scritto L’investitore.

Posted in: Dementia

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