Intervista a Dio

By Pietropaolo Morrone on 30 settembre 2018 — 7 mins read

INTERVISTATORE: E dunque eccoci qui… Mi scuso per l’emozione ma, come immaginerà, non capita tutti i giorni di intervistare Dio in persona… o forse, dovrei dire, in persone, visto che lei è uno e trino…

DIO: …

INTERVISTATORE: … Intendo quella storia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, la terza persona della Trinità.

DIO: Ancora con questa storia della Trinità. Giovanotto, conosci il rasoio di Occam? Cerchiamo di semplificare, per favore. Io non appartengo a partiti. Io sono Io, cioè uno. Tu che sei? Tu o qualcun altro?

INTERVISTATORE: No, no, anch’io sono io.

DIO: E poi non ho mai capito questa storia dello spirito santo. La terza persona della Trinità, ma per carità… Padre, figlio e Spirito Santo, non ha molto senso. Passi il padre, passi anche il figlio, ci vuole un padre per fare un figlio ma lo Spirito Santo che sarebbe? Conosci padri che fanno figli da soli?

INTERVISTATORE: Eccellenza, in effetti ci sarebbe Pinocchio, non so se…

DIO: Cosa?

INTERVISTATORE: No, niente, niente.

DIO: Dicevo, perché ci sia una relazione tra padre e figlio, che serve? Serve una fica. Quindi lo Spirito Santo potrebbe essere questo. Oppure, visto che spirito è di genere maschile, e nella sua accezione etimologica significa respiro, ossia emissione di un fluido, potrebbe stare semplicemente per uno schizzo di sperma.

INTERVISTATORE: Ma… Quindi, se ho capito bene…

DIO: Senti giovanotto, Io non ho tempo da perdere con la nomenclatura. Se ti senti portato per la nomenclatura, datti alla botanica. Passiamo ora alle domande, se ne hai. Ho da fare.

INTERVISTATORE: Certo, certo. Ecco, la prima domanda è questa. Come mai non ha mai pensato di rivelarsi all’umanità, intendo in modo incontrovertibile, così come sta facendo ora con me, in modo che nessuno abbia dei dubbi sulla sua esistenza.

DIO: Non ci ho mai pensato, in effetti. Tu hai mai pensato di doverti rivelare a un formicaio del Madagascar o del Burundi?

INTERVISTATORE: Ehm, non capisco. Che c’entra il formicaio del… Io mica ho creato il formicaio. Cioè, se lo avessi creato, allora potrei pensarci se rivelarmi o no, ma se non l’ho creato…

DIO: Appunto, io mica ho creato quella gentaglia, cioè voi, l’umanità.

INTERVISTATORE: Ma Dio è l’artefice di tutto. Cioè, Lei.

DIO: Ho capito, devo cercare di calibrarmi un po’ meglio sulle frequenze spompate del tuo cervello. Se tu costruisci una casa, diciamo una villa, non sarai mica responsabile della muffa che si forma negli angoli delle pareti. Mica hai progettato la muffa. Questa si è formata per cazzi suoi, indipendentemente dalla tua volontà. Non so se mi sono spiegato.

INTERVISTATORE: Quindi noi saremmo una specie di muffa.

DIO: Che hai contro la muffa? Con la muffa si fa la penicillina. Comunque, sarete buoni pure per qualcosa… Un altro esempio, se fai il pan di Spagna e non monti bene l’impasto, si formano dei grumi, ma tu non volevi che ci fossero, sono venuti così. Nessuno è perfetto. Neanche io.

INTERVISTATORE: Ma allora a un certo punto si è accorto dell’umanità. Da quanto tempo è accaduto?

DIO: Non da molto, saranno più o meno tre o quattro secoli. Non ho molto da fare. Girovagando per l’universo, a fare sempre gli stessi giri, prima o poi doveva succedere.

INTERVISTATORE: E che ha fatto poi?

DIO: Per un po’ mi sono divertito a osservarvi.

INTERVISTATORE: Come una specie di acquario.

DIO: Sì, più o meno.

INTERVISTATORE: E poi?

DIO: Poi, a un certo punto sono intervenuto e tutto è diventato sempre più impegnativo. Vedi, siete poco intelligenti, ma lo siete abbastanza per investigare su quello che vi sta intorno. Non potevo immaginare che avreste costruito degli apparecchi per studiare la materia.

INTERVISTATORE: Si riferisce ai microscopi?

DIO: Sì e poi agli acceleratori di particelle. Mi state incasinando la vita. Scemo come sono, un giorno ho deciso che la materia doveva essere composta da atomi. L’avevo fatta continua, senza grumi, pensa un po’. L’ho divisa in atomi così, per divertimento. Avevo seguito con interesse la diatriba tra atomisti e organicisti, quella sull’esistenza di componenti ultimi della materia, appunto gli atomi. E siccome nessuno credeva a Democrito, pensavo fosse una buona idea dargli ragione a distanza di secoli, tanto per stuzzicarvi un poco.

INTERVISTATORE: E perché non è stata una buona idea?

DIO: Perché voi uomini non avete avuto altro da fare che cercare di capire se gli atomi non fossero fatti di qualche componente ancora più elementare.

INTERVISTATORE: E così ha creato i protoni, i neutroni…

DIO: Gli elettroni. Ma ovviamente ciò non bastava, così ho dovuto creare i quark, i gluoni, l’energia oscura, per confondere le acque e darvi qualche osso in pasto, l’antimateria, la materia oscura e altre cazzate che neanche esistono in realtà…

INTERVISTATORE: Affascinante… E ora? Cosa pensa di inventarsi ora?

DIO: Ora mi sono rotto i coglioni.

INTERVISTATORE: Ma come?

DIO: Me ne vado. Comunque, ho incasinato così tanto le leggi della Natura che non ci capisco granché neanche io. Dovreste averne per un bel po’ prima di capire che è un groviglio inestricabile.

INTERVISTATORE: Ma ci abbandona così? E se la Terra, a un certo punto, venisse investita da un meteorite o uscisse dalla sua orbita?

DIO: Cazzi vostri. Avrei potuto pure usare un buon antimuffa, ripulire e tirare a lucido la terra, ma non l’ho fatto e vi ho lasciati qui. Ringraziami.

INTERVISTATORE: …

DIO: Hai altre domande?

INTERVISTATORE: Esiste il paradiso?

DIO: Sì, certo che esiste, tra paradigma e parodonto nel dizionario Zanichelli.

INTERVISTATORE: Adamo ed Eva e il peccato originale?

DIO: Pensare che io sia una specie di coltivatore diretto che si incazza se un colono mi ruba una mela mi pare ridicolo. Trovo insensato questo mito del peccato originale. Voi uomini, in fondo, siete patetici. Vi siete sempre sentiti soli, e questo mito ha senso solo se interpretato come auto-condanna dell’uomo sé stesso. L’uomo avrebbe voluto essere qualcosa di unico e perfetto, starsene a copulare con Eva dalla mattina alla sera senza lavorare, tutti nudi e felici, e magari ciò accadeva nel sonno. Fuori dai sogni, invece, sa benissimo di non essere unico, di dover fare i conti col proprio intestino come tutti gli altri animali (gli stronzi si somigliano tutti), di essere un animale puzzolente come gli altri, degradabile come gli altri, amalgama di poltiglie tenute insieme da un sacco di pelle spelacchiata. Di qui il mito della mela. L’uomo, fino a che non mangia è perfetto, appena mangia caca e quindi si rende conto di essere imperfetto, di essere una merda, di essere costretto a cacare per il resto della sua vita. Questa è la spiegazione del mito di Adamo ed Eva.

INTERVISTATORE: Ma non può essere…

DIO: Io sono Dio, tu sei un mortale, anzi sei un morto che alita ancora per qualche tempo. Altre domande?

INTERVISTATORE: C’è altra vita intelligente nell’Universo?

DIO: E io che ne so? Sono sempre arrivato tardi. Ho trovato solo resti di vita. Comunque non credo di essermi perso niente.

INTERVISTATORE: L’Universo è finito o infinito?

DIO: L’universo è nulla e il nulla è sia finito che infinito. Vedo che hai il taccuino ancora pieno di domande. Taglia, per favore.

INTERVISTATORE: Gran parte delle domande che ho qui, quelle che restano, non hanno più molto senso, in effetti. Davano per scontato che l’umanità fosse qualcosa di voluto…

DIO: Quindi, statti bene, me ne vado.

INTERVISTATORE: No, no, per favore, ancora qualche momento. Una curiosità ci sarebbe, anche se non è nel taccuino. Chi ha creato Dio? Cioè chi ha creato Lei?

DIO: Io sono sempre esistito.

INTERVISTATORE: Ma come è possibile?

DIO: È possibile. Ti sei chiesto perché esiste qualcosa anziché niente?

INTERVISTATORE: Sì, ma non so che pensare. Perché esiste qualcosa anziché niente?

DIO: Chi ti dice che esiste qualcosa. Ascolta bene. Io sono niente, e il niente è sempre esistito ed esisterà sempre. Il niente è definitivo, è quello che c’era prima che nascessi, è quello che esiste tutte le volte che chiudi gli occhi per dormire. È quello che sei.

INTERVISTATORE: Ma come niente? Dio non è niente. Io, noi, cioè l’umanità…

DIO: Io sono niente, te lo assicuro. E se io sono niente, figurati tu, figuratevi voi!

INTERVISTATORE: Ma non è vero. Io ti vedo, io mi vedo, mi tocco, guarda la pelle che sto pizzicando, e ora che tornerò a casa riferirò la nostra intervista e tutti sapranno che esisti davvero. In un certo senso è come se non esistessi, pur esistendo però, perché non ci hai di fatto creati, almeno volontariamente, e quindi il Dio che noi pensavamo non esiste, ma tu esisti, e metterò finalmente d’accordo credenti e atei.

DIO: Non ti crederà nessuno.

INTERVISTATORE: E che dovrei fare per farmi credere?

DIO: Trascrivi questa intervista in bella copia, in una pergamena e sotterrala. Se non la mangeranno i vermi, fra qualche centinaio di anni qualcuno potrebbe trovarla e crederti. E sarai il nuovo apostolo. L’apostolo del nulla.

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