Gargarismi logici

By Pietropaolo Morrone on 11 maggio 2016 — 1 min read

— Il pensiero è uno zoppo che si diverte a inseguire le farfalle.
— Infatti, è goffo e ridicolo.
— Non è goffo, sa bene che non ce la può fare ad acchiapparle, sarebbe goffo se pensasse di poterlo fare. Sai, è come se vibrasse per simpatia. Se qualcosa vibra per simpatia, lo fa e basta, non può evitare di farlo.
— Mi pare che stai cominciando a inseguire le farfalle.
— Mica me ne vergogno. Il pensiero ci mette un sacco di tempo per calcolare con esattezza la traiettoria di un sasso lanciato da un bambino, deve sudare per valutare come le asperità e le irregolarità del sasso falciano l’aria,  e intanto il sasso è già bello e caduto, se non è stato già lanciato un’altra volta dal bambino nel frattempo…
— Tanto vale osservare il sasso e aspettare che cada. Che calcoli a fare?
— Ma il pensiero vuole sapere cosa sta dietro alle cose. Anzi, certe volte, prima trova le complicazioni, poi le scioglie. Prendi quel paradosso di Zenone secondo cui io non potrei mai raggiungerti anche se sei a pochi passi da me, perché prima dovrei raggiungere la metà della distanza che ci separa, poi la metà del percorso che resta, poi…
— Ho capito, poi rimane la metà di quel pezzettino che resta e così via all’infinito.
— Esatto, e quindi non potresti mai raggiungermi. Ma poi, il pensiero, che ha combinato questo bel pasticcio, ha riparato al danno scoprendo che una somma di infiniti termini può avere un risultato finito, per quanto possa sembrare strano.

— Ma non facevi prima a camminare verso di me? Dopo avermi raggiunto avresti verificato sperimentalmente che la teoria era falsa.
— Sai, a pensarci bene, mica cè bisogno di invocare somme infinite per risolvere questo problema.
— Che vuoi dire?
— Che all’inizio del ragionamento basta riferirsi a una distanza doppia rispetto a quella che ci separa. Basta poi fermarsi al primo punto del ragionamento di Zenone, cioè all’ipotesi di aver raggiunto la metà della distanza.
— … che è precisamente quella che ci separa.
— Come vedi non c’è bisogno di sommare neanche un termine.
— Senti, andiamo a prendere una birra, ma senza fare somme e divisioni, ok?
— Per il resto allora ci fidiamo dei conti dell’oste.
— Bene, andiamo!

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  • Quanto è vero che l’eccessiva riflessione è in grado di rendere complicata e quasi irrangiungibile ogni cosa, anche la più semplice ed istintiva! Eppure non ci accorgiamo di ciò quando ci accaniamo a ricercare la perfezione, che, in realtà, nessuno potrà mai raggiungere.

e per finire…

Il difficile non è scrivere, ma riscrivere, smembrare, sbudellare un testo e rimetterlo insieme in modo che diventi più vivo di prima. Se hai qualcosa da dirmi contattami via email. © PIETROPAOLO MORRONE — tutti i diritti riservati