Finché morte non vi separi

By Pietropaolo Morrone on 24 luglio 2016 — 8 mins read

di Pietropaolo Morrone

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Disegno di Mattia Riami

Stamattina al parco mentre ero seduto e la facevo dietro a un cedro c’era un cane che si è avvicinato pelo lungo ciuffi appiccicaticci che sparavano da tutte le parti ha fatto un paio di giri su sé stesso e l’ha fatta pure lui era tutto bianco ma il bianco lo vedevi solo se ti concentravi e gli toglievi lo sporco con la mente Mi guardava e io lo guardavo non pensavo a niente e non dicevo niente ché tra di loro si guardano così senza parole dette o pensate quando abbiamo finito se n’è andato ha capito subito che non avevo niente per lui mica è come il giudice e mia moglie che non lo capiscono anzi avevo ancora meno da dare perché mi ero appena svuotato Il problema più grosso quando vivi in macchina non è che stai scomodo ti rompi la schiena quando dormi non sono neanche il mangiare e bere non è il freddo ché ti copri e accendi il motore o il caldo ché ti metti al fresco e ti spogli ma è lavarti il culo ché a urinare e andare di corpo trovi sempre posto lì vicino ai cedri c’è uno zampillo e posso bere togliermi la maglia e sciacquarmi che se passa qualcuno al massimo mi guarda stranito ma poi tira dritto ché ha da fare e mica può pensare a uno che vive in macchina però lavarmi il culo quella sì è un’altra storia a parte che non ci arriva allo zampillo ma anche se ci arrivasse sarebbe difficile comunque è tutta questione di esperienza e dopo lunga sperimentazione ho trovato che il modo più efficace è usare l’erba il guaio è quando non c’è l’erba o scegli l’erba sbagliata ma dopo un po’ arrivi a distinguere le erbe buone per lo scopo basta provare e provare Mentre la facevo non pensavo a niente ma osservavo a terra dappertutto è una cosa che ho imparato a fare molto bene da tre anni a oggi ci sono tre tipi di persone quelli che guardano il cielo quegli altri che guardano dritto davanti a loro e quelli che guardano a terra io da tre anni guardo a terra e non puoi immaginare quante sigarette fumate a metà si trovano per strada o soprattutto nei parchi al lato del sentiero ce n’era una in mezzo a un po’ di mozziconi al massimo era stata fumata per un quarto e così l’ho presa l’ho raddrizzata piano piano era appiattita da una pedata non troppo decisa e così tra indice e pollice l’ho schiacciata un po’ qua e un po’ là per farla somigliare a una sigaretta appena uscita da un pacchetto e naturalmente ho staccato il filtro e sono andato verso la macchina ché avevo lasciato l’accendino me la potevo prendere comoda ché per andare al magazzino dove lavoro ci volevano ancora due ore me la sono goduta a occhi chiusi il trucco è trattenere il fumo il più possibile e poi lasciarlo uscire una molecola alla volta Mentre la macchina si riempiva di nebbia pensavo a mio padre che fumava Nazionali senza filtro Non fumare papà gli dicevo e lui mi guardava e aspirava a lungo chiudendo gli occhi stanchi Stamattina sono passato davanti al mio portone cioè non proprio davanti ché non sia mai che mi vedano stavo dall’altra parte della strada appoggiato a un palo col cappello buttato sulla faccia e così a un certo punto arriva lui quello pseudo-hippie capellone rugoso si avvicina al portone ondeggia la zazzara brizzo io almeno me le trovavo giovani poi caccia qualcosa dalla tasca Ovvio la chiave anzi un mazzo di chiavi e ci sta pure un po’ a trovare quella del mio portone hai capito il giovanotto infeltrito mica scemo certe volte penso che strano essere divorziati e sentirsi cornuti sono cose che non dovrebbero avere niente in comune deve mantenere lo stesso tenore di vita ha detto il giudice ipse dixit certe volte non riesco neanche a darglieli tutti gli alimenti e pensare che lei si spara pure due pacchetti di sigarette al giorno ne fumasse uno in meno avrebbe bisogno di meno alimenti mi dice ogni volta che mi querela ma le querele non mi arrivano mai forse perché il servizio postale non funziona per chi vive in macchina mi fumo un’altra cicca che tenevo in tasca ma finisce subito ché non riesco a fare boccate lunghe passa mezz’ora e il capelluto esce fresco fresco questo è stato il momento che ho deciso di ammazzarla ma non è andata bene come l’altra volta il guaio è che non faccio mai una cosa due volte di fila allo stesso modo è un guaio per me perché è vero che se fai le cose sempre allo stesso modo diventi esperto in quella cosa e finisci col farla bene rasentando la perfezione come la natura che fa cadere le cose sempre allo stesso modo ché mica dallo stesso tavolo ti fa cadere la tartina in un secondo oggi e in due secondi domani sono milioni di anni che la natura si esercita per questo non sbaglia mai io invece che faccio le cose diversamente è sempre come farle per la prima volta e non impari mai davvero ché devi raggiungere lo stesso punto ma ogni volta il percorso è diverso Volevo ammazzarla col veleno tanto per cambiare ma si sa questo è un modo di ammazzare che lo sanno fare solo le donne e se ci prova un uomo poi finisce che non ci riesce e deve ammazzarla in un altro modo come è capitato a me a Natale di tre anni fa ci hanno regalato un rametto di vischio quella piantina con le foglie gialle e le bacche bianche e che non è proprio una piantina ma una specie di parassita che cresce sui rami e si nutre a sbafo sulle piante che lo ospitano tanto sa che i rami mica lo cacciano perché non si muovono altrimenti di sicuro lo scaccerebbero a calci in culo o lo ammazzerebbero come ho fatto con mia moglie perché lei è come il vischio Ho letto su internet ormai tutto si legge su internet altrimenti come faresti a sapere che il cesso si pulisce meglio con la CocaCola che col Cif Ammoniacal e non lo posso neanche verificare ché il cesso non ce l’ho più allora ho letto che le bacche sono velenose e così le ho schiacciate e ho fatto una poltiglietta e l’ho messa in una boccetta la cosa difficile è stata convincere mia moglie a invitarmi a pranzo perché mica io la potevo invitare perché nella macchina si sta scomodi lei non vuole lavorare anche se potrebbe farlo mica è fessa preferisce i soldi facili che andare a insegnare a Montecatini che fa punteggio sì ma non le rimane niente in tasca quindi preferisce i miei soldi tanto Ipse dixit lo ha stabilito meno male che avevo almeno la macchina e cazzo se quando eravamo dal concessionario ascoltavo lei e prendevamo anzi prendevo perché l’ho pagata io una Smart a quest’ora mi avrebbero già ricoverato in ortopedia per costipamento osseo però a pensarci forse era meglio così che almeno a quest’ora vitto e alloggio erano assicurati almeno per un po’ ho trovato un altro lavoro e ti aumento l’assegno e ti do pure gli arretrati che non ti sono riuscito a dare È bastato dire questo che ha accettato subito l’invito e mi ha assicurato che saremmo stati da soli pasta e tonno sempre pasta e tonno mi fa anzi mi faceva e mi ha fatto pure quella volta poi è andata in bagno e io ho corretto la pasta e tonno colle bacche di vischio Sento uno strano odore ha detto Le donne hanno l’olfatto più sviluppato si sa sentono le cose da lontano però l’ha mangiato poi mi sono fatto offrire da bere e non me ne andavo mai perché volevo vederla stramazzare ma niente poi mentre bevevo ho preso il tablet che teneva poggiato sul tavolo e ho fatto una ricerca e in una pagina web ho letto che il vischio non è sempre sempre mortale ma può fare venire anche soltanto una diarrea sanguinolenta cioè mica se la poteva cavare con una cacarella a motore così ho capito che dovevo agire diversamente Devo prendere un po’ d’aria andiamo sul balcone e l’ho buttata sotto dal quinto piano sembrava morta occhio e croce ieri l’ho ammazzata con un’accetta eravamo ancora sposati e un giorno che non c’era nessuno a casa le ho dato un bel cazzotto in faccia l’ho stesa sul tavolo e l’ho decapitata con una bella accetta grossa avevo girato per parecchi centri commerciali per trovare un’accetta delle dimensioni del suo collo grasso l’unica cosa seccante è stata la pulizia di tutto quel sangue nero pure il sangue nero ha che invece tutti ce l’hanno rosso forse sono i due pacchetti di sigarette che si fa ogni giorno la cosa che più mi fa incazzare è quel coglione del prete che ci ha sposati aveva ragione finché morte non vi separi non so che intendeva veramente ma ci ha preso in pieno solo la morte può staccare il vischio per questo sono già trecentoquarantaquattro volte che l’ammazzo anzi oggi l’ammazzo due volte ora però vado ché le cicche le ho finite e devo cercare una mezza sigaretta

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Irving Penn, Cigarette No. 17, New York, 1972, Platinum palladium print flush mounted to aluminium
23 1/4 x 18 1/4 in. Edition of 64, © The Irving Penn Foundation – via Hamiltons

 


Il racconto è stato pubblicato nella raccolta S’accendono fuochi nella notte (Con prefazione di Annalisa Saccà), ilfilorosso editore, Cosenza, 2016, ISBN: 978-88-99416-065, Pp.: 128, Prezzo: 12,00 €

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e per finire…

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