Due euro

By Pietropaolo Morrone on 2 ottobre 2016 — 1 min read

Fare la fila alla posta è uno dei rari momenti in cui un uomo operoso può passare tempo con sé stesso, riflettere, dedicarsi a una sana attività di osservazione dei tipi-da-fila-alle-poste: l’incravattato che tiene l’occhio incollato all’orologio, il giovanotto che fa petting con lo smartphone, la vecchina che impasta con la bocca tenendosi stretta la borsetta nera lucida, pronta ad assaporare le banconote fumanti di torchio. Io, dopo la sana attività contemplativa, me ne sto ad osservare questa moneta da due euro. Me la faccio rotolare tra le dita imitando i prestidigitatori, poi mi ricade sul palmo e riprendo a guardarla. C’è il profilo di Dante Alighieri. Cioè hanno scelto la parte più rivoltante del sommo, quell’orribile naso, quella bocca secca e trista. È come se, per rappresentare una bella donna, anziché utilizzare la forma sinuosa del suo profilo, un particolare del suo corpo meraviglioso, la rotondità del suo seno, i capezzoli puntuti, scegliessero un frammento del suo diario di piccolo-borghesuccia scritto su un quadernetto nuovo e colorato. Quasi quasi preferisco osservare l’incravattato. Mai che ci fosse una bella ragazza in fila alle poste. Mah, evidentemente trovano sempre qualcuno che ci va per loro!

Posted in: Anti-Diario

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