Deceduto a causa della sabbia

By Pietropaolo Morrone on 7 agosto 2016 — 1 min read

 

Punto di vista dell’uomo

La sabbia finissima mi cola dalle dita come acqua di rose, pulsa con me, è un distillato piroclastico, una vampata di umori terrestri, godo, affondo la testa, scavo, la sollevo e me la riverso addosso, la mangio e la sputo, sa di sale corretto, divento un badile, divento un pene di un metro e settantacinque che penetra la terra, la faccio schizzare, mi guardo le mani coperte di sabbia impalpabile. Un piccolo insetto giace morto sulla mia mano, sarà morto per il troppo piacere.

Punto di vista dell’insetto

Che bello, me ne sto beatamente a grattarmi all’ombra. Che c’è di meglio?
Ehi, ma… che succede? Sassi e giganteschi macigni hanno preso a muoversi. Mi vengono addosso. Ahi, la testa. Mi schizza mezzo cervello. Un altro sulla schiena. Me la spezza. Un’altra pioggia di macigni. Un’antenna schizza in aria. L’esoscheletro ha ceduto. La mia linfa sgorga, svuotandomi di vita. Il foro occipitale zampilla. Linfe verdognole si diffondono sui macigni assassini. Sono una poltiglia. Addio, mondo di merda… Splash.

Punto di vista della sabbia

 

 

 

 

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Posted in: Dementia

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e per finire…

Il difficile non è scrivere, ma riscrivere, smembrare, sbudellare un testo e rimetterlo insieme in modo che diventi più vivo di prima. Se hai qualcosa da dirmi contattami via email. © PIETROPAOLO MORRONE — tutti i diritti riservati