Contorni di carne

By Pietropaolo Morrone on 31 luglio 2016 — 1 min read

Basta togliere gli occhiali e uscire da casa. Ed ecco che i contorni, inchiodati da troppo tempo sulle forme, si liberano della muffa e della polvere. Cominciano a muoversi in una nube di indeterminazione quantistica. Solo il mio sguardo può renderli reali, bloccarli in un orbitale fisso. Posso decidere io se quella donna che nasce all’orizzonte deve essere una ninfa candida come un dito di strutto di porco o una baldracca in calore. Posso decidere io se quel tizio che incontro sempre alla stessa ora, sempre allo stesso angolo, deve continuare a restare sé stesso, cioè un pirla, oppure trasformarsi in un Oscar Wilde con un bastone d’avorio ondeggiante. Non voglio più inchiodare i contorni di carne alle sbarre fredde della loro prigione. La ricetta è semplice. Basta restare abbastanza lontano e i contorni continuano a restare sospesi in un pulviscolo nebuloso, evitando di condensare. Oscar mi ha salutato col bastone ed è andato avanti. La baldracca, invece, mi ha dato appuntamento al crepuscolo.

Torno a casa, vado a buttare gli occhiali nel cesso. Tiro lo scarico e vado all’appuntamento. Il crepuscolo non tarda mai. Domani si vedrà, farò degli occhiali nuovi, tanto il cesso è sempre al suo posto.

Posted in: Anti-Diario

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e per finire…

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