Antidiario – Discorso di un pusillanime sull’entropia

By Pietropaolo Morrone on 23 maggio 2016 — 1 min read

Opera di Cao Hui

Mi sono fatto tatuare il secondo principio della termodinamica sulle budella. Mi hanno aperto la pancia e ora mi ritrovo questa equazione fondamentale della Natura sulla parete dell’intestino crasso. Naturalmente ho dovuto farmelo fare in una clinica clandestina, non sono cose che si fanno negli ospedali.

 

 

Inciderlo sulla pelle sarebbe stato un inutile atto di ostentazione, l’avrebbero visto tutti ma non avrebbe avuto un senso profondo. I tatuaggi bisognerebbe farseli fare sulle budella. Andrebbero bene anche i polmoni se non fossero così zigrinati. Io so che c’è, so che ho subito una operazione perché venisse inciso e questo è l’importante. Ma la mia pelle ancora bianca non lo sa, si gode ignara il suo stato ordinato, il suo stato a bassa entropia. Lo sapranno pure i vermi che si ciberanno di me aumentando ulteriormente l’entropia dell’universo. Questo è il senso. La pelle parla a chi posa il culo sotto all’ombrellone a fianco al tuo d’estate, ma le budella parlano a te, prima che ti venga il sonno la notte, appena dopo esserti svegliato alla mattina. Sarà una follia, ma non superiore ad altre a cui siamo abituati.

L’entropia. Chi è costei? È la misura di quanto le tue cellule si stiano putrefacendo. Tutto qua. Non è niente di più di questo.
L’idea di invecchiare, di marcire da vivo mi ripugna. Mi ripeto ogni giorno che mi suiciderò prima di diventare vecchio. Ma quando è “prima di diventare vecchio”? Questa sembra una riproposizione del vecchio paradosso del sorite. Se faccio passare troppo tempo divento vecchio. Esopo insegna che il vecchio che invoca la morte poi si rimangia la parola quando la morte si presenta. Trovare il giusto confine è solo una pugnetta teorica che non ha soluzione. La cosa migliore sarebbe farlo adesso, ora che sono nel pieno delle forze, sarebbe come uccidere quel vecchio che non voglio che nasca mai. L’energia che ci vuole per sollevare un etto di mortadella di un solo centimetro è pari all’energia che serve per premere il grilletto di una pistola. Ma non è proprio la stessa cosa. C’è quel vecchiaccio che sta nascendo che ferma il dito.

 

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e per finire…

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