Inizi…

By Pietropaolo Morrone on 25 dicembre 2016 — 1 min read

Dolore e Rancore lavorano solo per le grandi platee, i loro biglietti sono cari e sempre troppo pochi. Nei loro spettacoli marciano tronfi tra tamburi e grancasse, penetrano nelle ossa come batteri, nelle loro danze circolari si lasciano dietro bave avvelenate, orme inviluppate che altri si uniscono a seguire. Il sangue caldo che schizza, avvolto nel puzzo di morte, presto si secca e diventa nero, senza odore, inchiostro indelebile su risme di copioni di carne e di terra calda, umida e sempre prona.

Amore e piacere sono silenziosi, discreti. Sublimi silenzi sono i loro teatri, per pochi e senza biglietto, i migliori solo per due, spettatore e regista che si confondono nelle loro danze scambiandosi i cappelli. Gli spettacoli non hanno repliche, non ci sono partiture, né copioni. I più degenerano, avvizziscono ancora prima della carne. Lei lo bacia dappertutto e lui la bacia dappertutto ma ora, quando il sipario è ormai calato col sibilo di un soffio di bambino, una stretta di mano diventa troppo intima, oscena. Ma qua lo spettacolo del sublime silenzio è già finito e le casse di risonanza del Dolore pulsano già senza vergogna.

Nelle parole c’è spesso la verità. La parola inizio è speciale, ha il plurale. Inizi, tanti inizi, tanti fili che si dipartono. La parola fine è senza plurale quasi che ce ne fosse una sola, una sola fine, l’ultima, e le altre solo illusioni uccise da ogni inizio…

Posted in: Anti-Diario

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  • Paolo, mi sono commossa. Questo tuo scrivere dell’inizio, fino alla parola fine, l’ho sentito come se fosse mio… fino al punto di chiedermi se lo avevi provato davvero, come l’ho provato io trasmesso dallo schermo, e oltre fino al mio vissuto.
    Uno scrittore sente, poi scrive. Una domanda ovvia e senza risposta: l’inizio e la fine li ho sentiti in un senso ma ve ne sono tanti altri, oltre i tuoi, oltre i miei.
    Tutti quelli di coloro che leggono, provano o anche soltanto immaginano.
    P.s. la fine di un anno difficile, per me, è vicina. Spero in un inizio migliore, come sempre. Buon anno nuovo.

e per finire…

Il difficile non è scrivere, ma riscrivere, smembrare, sbudellare un testo e rimetterlo insieme in modo che diventi più vivo di prima. Se hai qualcosa da dirmi contattami via email. © PIETROPAOLO MORRONE — tutti i diritti riservati